LebensGroß fa parte del progetto CREMULEC, finanziato dall’UE tramite ERASMUS+, che esplora nuove forme di comunicazione nell’educazione degli adulti e nei servizi di supporto.
Al centro del progetto c’è una domanda fondamentale: come può funzionare la comunicazione — anche senza linguaggio parlato?
Nel gennaio 2026, questa domanda ha preso vita durante un workshop inclusivo di due giorni organizzato da LebensGroß. Circa 30 partecipanti provenienti da Austria e Slovenia — tra cui i partner di progetto Zavod RISA e Zavod IZOTIM, professionisti, familiari e persone con disabilità — si sono incontrati per ripensare e sperimentare la comunicazione in modi nuovi.
Musica, movimento e primi incontri
La prima giornata è stata dedicata alla musica e al movimento. I partecipanti hanno ascoltato, percepito e sperimentato. I ritmi hanno creato connessione e i suoni hanno aperto spazi di interazione. In piccoli gruppi sono nati i primi dialoghi musicali — completamente senza parole.
Allo stesso tempo, una mostra sulla Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA) ha offerto l’opportunità di esplorare diversi strumenti tecnologici. Un momento particolarmente significativo è stata la visita al LIFEtool Center, dove i partecipanti hanno potuto sperimentare tecnologie innovative come i dispositivi di eye-tracking, che permettono di controllare un computer con lo sguardo. È diventato chiaro che la comunicazione non è limitata alla parola: può avvenire attraverso immagini, simboli, gesti o persino solo tramite il movimento degli occhi.
Una partecipante ha condiviso: «Oltre al programma interessante, ricorderò soprattutto l’atmosfera di gentilezza, connessione e amicizia che ha caratterizzato entrambe le giornate. Ciò che ho visto e sperimentato durante i laboratori sarà molto utile nella comunicazione quotidiana con mia figlia.»
Arte, storie e metodi centrati sulla persona
La seconda giornata è stata dedicata alle arti performative e agli approcci centrati sulla persona. I partecipanti hanno dipinto, condiviso storie, riflettuto insieme e scoperto punti in comune. Gradualmente è nata una galleria — che mostrava prospettive individuali ed esperienze condivise.
Un’altra partecipante ha raccontato: «Mi sono trovata benissimo ai workshop — l’atmosfera era calda e stimolante. Ho capito che esistono infinite possibilità di comunicazione. Sono davvero uscita dalla mia zona di comfort e applicherò le competenze acquisite alla prima occasione.»
L’inclusione in pratica
Questi due giorni hanno dimostrato chiaramente che la connessione non dipende solo dal linguaggio parlato. Nasce dall’attenzione, dalla creatività, dalla pazienza e dall’apertura. Le esperienze raccolte durante il workshop confluiranno ora in un catalogo di buone pratiche, scritto in linguaggio facile da comprendere, affinché il maggior numero possibile di persone — professionisti, famiglie e discenti — possa beneficiare degli insegnamenti emersi.
CREMULEC rappresenta un’inclusione vissuta, una collaborazione transfrontaliera e il coraggio di ripensare la comunicazione.
Ulteriori informazioni sul progetto sono disponibili sul sito web del progetto:
https://risa.si/risa/cremulec/cremulec-projekt-deu/

Foto LebensGroß 2026
