Parole, parole, parole… Metterle insieme in modo che abbiano senso è già una sfida. Metterle insieme in modo che siano allo stesso tempo significative e comprensibili per i lettori – questa è una doppia sfida. Se ti chiedessi quali sono stati i testi più difficili che tu abbia mai letto, probabilmente citeresti contratti, lettere ufficiali dello Stato, atti legislativi… Ma crederesti che la silenziosa rivoluzione del linguaggio chiaro sia iniziata in una banca?

Radici antiche?
Alcuni sostengono che i primi tentativi di comunicare in linguaggio chiaro risalgano all’antichità. “Occhio per occhio”1 può esserci qualcosa di più semplice? “Quando vuoi istruire, sii breve” 2, diceva Cicerone, l’oratore romano. Ma bisogna ricordare che, a quell’epoca, la maggior parte delle persone non sapeva né leggere né scrivere. Queste abilità erano riservate ai membri più istruiti della società – l’aristocrazia, il clero e gli scrivani. Fu solo nel XIX secolo, con lo sviluppo della scuola obbligatoria, che il numero di persone alfabetizzate aumentò. Nel 1820, circa il 20% della popolazione mondiale era alfabetizzata, ossia capace di leggere e scrivere una semplice descrizione della propria vita quotidiana. Negli anni Sessanta del Novecento, quella percentuale era salita a oltre il 60%. 3
Il “gobbledygook” governativo4
Fu negli anni Sessanta e all’inizio degli anni Settanta che nacque l’idea di quello che oggi chiamiamo linguaggio chiaro. Le competenze di alfabetizzazione delle persone variano per molte ragioni. E anche il lettore più istruito, davanti a un contratto di prestito o a un qualsiasi documento ufficiale, può sentirsi impotente e capire ben poco.
Nel 1966, John O’Hayre, dipendente del Bureau of Land Management’s Western Information Office a Denver (Colorado), pubblicò un libro intitolato Gobbeltygook has gotta go. Fin dall’inizio sosteneva che avvocati e amministrazioni governative dovessero cambiare la secolare tradizione di scrivere formule legali complesse. Dichiarava che queste formule erano antiquate, superate, create secoli prima per una società che non esisteva più. Chiamò questo stile di scrittura “government gobbledygook” e aggiunse: “È troppo obsoleto per essere rinnovato; è troppo costoso per essere tollerato”. 5
Una legge da capire
Non so se qualcuno dei dipendenti di Citibank a New York abbia mai letto il libro di O’Hayre, ma furono la prima banca a semplificare la propria cambiale. Dopo aver utilizzato lo stesso modello per oltre 50 anni, nel 1970 sostituirono il modello di 3000 parole con un documento semplificato di 600 parole.6 Altre banche seguirono rapidamente questo passo coraggioso. Inoltre, l’approccio rivoluzionario di Citibank ebbe un’ampia risonanza nelle commissioni governative.7
Negli anni successivi arrivarono le prime normative ufficiali sul linguaggio chiaro negli Stati Uniti. Il presidente Nixon decretò che il Federal Register dovesse essere redatto in «termini comprensibili al cittadino comune». Fu seguito dal presidente Carter, che ordinò che le normative governative fossero «efficienti sotto il profilo dei costi e facili da comprendere per coloro che erano tenuti a conformarsi ad esse». Il presidente Clinton emanò un Memorandum sul linguaggio chiaro nella redazione governativa nel 1998 e, nel 2010, il presidente Obama firmò il Plain Writing Act.8
Anche i Paesi e le organizzazioni europee riconobbero l’urgente necessità di semplificare la comunicazione con i propri cittadini e portatori di interesse. Dagli anni Settanta, in tutto il mondo sono state create numerose associazioni dedicate alla diffusione delle regole del linguaggio chiaro. Nel 2007, durante una conferenza ad Amsterdam (Paesi Bassi) organizzata dalla Plain Language Association International, nacque l’idea di standardizzare il linguaggio chiaro. Dopo numerose conferenze, studi e consultazioni9, l’ISO (International Organization for Standardization) pubblicò i Plain Language Standards nel giugno 2023.10
Linguaggio chiaro nella vita quotidiana
Oggi il linguaggio chiaro è sempre più presente nelle nostre vite quotidiane. Le università istituiscono dipartimenti a esso dedicati, i musei riscrivono spiegazioni complicate per renderle più leggibili, gli uffici statali semplificano numerosi moduli…
Le nostre vite frenetiche richiedono informazioni concise e facili da leggere.
La nostra società multilingue richiede una comunicazione adattata a vari livelli di competenza linguistica.
Il linguaggio chiaro consente una comunicazione fluida… e la comunicazione è la chiave per la comprensione reciproca e lo sviluppo personale.
Bibliografia
- Questa è una versione comune e abbreviata di una frase: «Se un uomo cava l’occhio a un altro uomo, gli sarà cavato l’occhio». È incisa sulla stele di Hammurabi, risalente al 1792–1750 a.C. Puoi vederla al Louvre (Parigi, Francia). ↩︎
- www.plainlanguage.gov, consultato il 21 maggio 2025. ↩︎
- I dati provengono da: ourworldindata.org/literacy, consultato il 21 maggio 2025. Secondo la stessa fonte, il tasso di alfabetizzazione ha raggiunto il 95% nel 2023. ↩︎
- John O’Hayre, Gobbledygook has gotta go, Washington, 1966, p.5. ↩︎
- Ibidem. ↩︎
- Duncan MacDonald, «The Story of a Famous Promissory Note», in: The Scribes Journal of Legal Writing, 2005–2006, consultato il 21 maggio 2025, p. 82. ↩︎
- Ibidem, p. 85. ↩︎
- plainlanguage.gov, «History and Timeline», consultato il 22 maggio 2025. ↩︎
- Per una cronologia dettagliata, si veda: «Timeline of Developing the ISO Plain Language Standard», (s. d.), consultato il 22 maggio 2025. ↩︎
- Sono pubblicati con il titolo ISO 24495-1:2023 Plain Language — Part 1: Governing Principles and Guidelines. ↩︎
