In un mondo saturo di informazioni complesse e di procedure amministrative opache, il linguaggio chiaro diventa uno strumento di giustizia sociale. Per i giovani, in particolare per quelli con disabilità cognitive, difficoltà di apprendimento o che non sono madrelingua, comprendere i messaggi che li riguardano è il primo passo per agire, restare informati, partecipare e prendere decisioni.
Linguaggio chiaro non significa semplificare eccessivamente; significa piuttosto rendere le informazioni accessibili, strutturate e comprensibili a colpo d’occhio. Permette di comunicare con tutti i giovani, indipendentemente dalle loro origini o abilità di lettura, promuovendo un accesso equo ai diritti, ai servizi e alla partecipazione civica.
Chi sono i giovani interessati?
Il linguaggio chiaro è rivolto a tutti i giovani, ma è particolarmente cruciale per coloro che:
- incontrano difficoltà nella lettura o nell’apprendimento,
- vivono con disabilità cognitive o psicosociali,
- stanno imparando una nuova lingua (rifugiati, migranti, studenti Erasmus),
- sono lontani dalle istituzioni o dai codici formali.
Troppo spesso questi giovani non accedono ai propri diritti o ai sistemi di supporto (sanità, istruzione, alloggio, mobilità, cittadinanza) perché i documenti che li riguardano sono scritti in gergo amministrativo, senza considerare le loro esigenze.
Strumenti che trasformano le pratiche
Il linguaggio chiaro non è solo un metodo di scrittura; rappresenta un cambiamento culturale nel modo in cui viene progettata la comunicazione con i giovani.
In Europa stanno emergendo iniziative ispiratrici:
- opuscoli in linguaggio facile sui diritti dei giovani,
- contratti di cittadinanza redatti in linguaggio chiaro,
- campagne sanitarie adattate ai giovani con disabilità,
- risorse multimediali co-create con giovani non madrelingua.
Poiché la Strategia Giovani 2024–2027 del Consiglio d’Europa promuove inclusione, partecipazione e diversità, il linguaggio chiaro emerge come uno strumento trasversale e strutturante. Favorisce:
- la comprensione dei diritti,
- l’empowerment dei giovani marginalizzati,
- la qualità del lavoro giovanile a livello europeo.
A lungo termine, il linguaggio chiaro potrebbe diventare un criterio di qualità per le politiche giovanili, così come l’accessibilità fisica lo è già per le strutture pubbliche.
Ascoltare, Coinvolgere, Co-creare: un’ispirazione slovena da Zavod RISA

Intorno al tema dell’accessibilità dei contenuti e del linguaggio chiaro, abbiamo avuto il piacere di accogliere nei nostri uffici di Saint-Nazaire, all’inizio del 2025, Maša Jereb (Responsabile del Programma Sociale RISNICA, a sostegno dell’autonomia, delle transizioni post-istituzionali e della partecipazione sociale) e Polona Rogina (Responsabile del Programma Sociale BRLOG, a sostegno delle persone con disabilità nella vita quotidiana — sanità, alloggio, ecc.). Questo incontro si è svolto nell’ambito di uno scambio di mobilità per adulti del programma Erasmus+.

Durante una giornata di discussioni e laboratori sul linguaggio chiaro, Maša e Polona hanno condiviso numerose pratiche sviluppate da Zavod RISA per rendere le informazioni accessibili alle persone con difficoltà di comprensione, in particolare attraverso il linguaggio chiaro e i formati “facili da leggere”.
Hanno spiegato come gli utenti siano sistematicamente coinvolti nella creazione e validazione dei contenuti, sia attraverso la co-scrittura di articoli per il quotidiano 20 Minutes, sia partecipando a quiz e dibattiti di attualità in linguaggio chiaro. Hanno sottolineato l’importanza di dare voce a chi è direttamente interessato, considerandolo non come beneficiario passivo, ma come co-autore ed esperto della propria esperienza.
Tra i progetti emblematici citati vi erano opuscoli illustrati sull’educazione sessuale e di genere in “Sloveno facile”, creati per colmare una lacuna critica nell’accessibilità delle informazioni su temi sensibili. Maša e Polona hanno inoltre condiviso il loro approccio inclusivo alla preparazione dei giovani adulti per i programmi di mobilità Erasmus+, attraverso risorse in linguaggio chiaro, laboratori pratici e simulazioni di situazioni reali. Hanno sottolineato come il linguaggio chiaro sia ancora marginalizzato nei servizi pubblici in Slovenia, sebbene si stiano compiendo progressi grazie a collaborazioni con musei, scuole speciali e alcuni ministeri.
Questa testimonianza fornisce spunti preziosi per la nostra riflessione europea sull’accessibilità delle informazioni nel settore giovanile.
Una Sfida Chiave per il Progetto “That’s Clear!”: Dare Voce ai Giovani
Il nostro obiettivo, insieme a quello dei partner del progetto “That’s Clear!”, non è parlare a nome dei giovani, ma con loro. Ciò significa:
- coinvolgere i giovani nella co-scrittura e valutazione delle risorse,
- valorizzare le conoscenze esperienziali,
- creare percorsi di formazione accessibili per operatori giovanili,
- incoraggiare il public speaking, la partecipazione civica e l’autonomia.
Il progetto “That’s Clear!” mira dunque a:
- formare i professionisti del settore giovanile sul linguaggio chiaro e sul design inclusivo,
- co-creare risorse con i giovani,
- condurre laboratori di co-diagnosi sui materiali informativi,
- mettere in rete organizzazioni europee impegnate per l’accessibilità delle informazioni.
