L’ascesa del linguaggio chiaro in America Latina: democratizzare il “diritto a comprendere”

Published on 18 Settembre 2026

Un movimento radicato nella democrazia

Il linguaggio chiaro (Lenguaje Claro o Lenguaje Sencillo in spagnolo) è un movimento emergente in America Latina che mira a democratizzare la comunicazione giuridica e amministrativa. In Europa e nei Paesi scandinavi queste pratiche sono state introdotte a partire dagli anni Sessanta. In America Latina, invece, il movimento è molto più recente ed è ancora in fase di sviluppo. Ha acquisito un impulso significativo all'inizio del XXI secolo grazie a diverse riforme istituzionali.

La filosofia alla base del movimento è profondamente democratica. Se le leggi sono comprensibili, i cittadini possono partecipare più attivamente alla vita politica e sviluppare una maggiore fiducia nelle istituzioni. Al di là dell'ambito politico, il movimento mira ad ampliare l'accesso alla cultura e a ridurre l'analfabetismo, due fattori che contribuiscono anche allo sviluppo economico.

Che cosa significa davvero “linguaggio chiaro”?

Il linguaggio chiaro viene spesso erroneamente interpretato come una semplificazione eccessiva dei testi, e i documenti prodotti dal movimento cercano proprio di correggere questa convinzione. Secondo la definizione più citata, elaborata dall'International Plain Language Federation, una comunicazione utilizza un linguaggio chiaro quando le parole, la struttura e la presentazione sono sufficientemente comprensibili da permettere ai destinatari di capire il messaggio. Il criterio fondamentale, quindi, non è l'intenzione di chi scrive, ma l'esperienza di chi legge. Fonte: Diario Judicial

Le linee guida parlamentari rafforzano questo principio. Secondo ParlAmericas, il linguaggio chiaro mantiene lo stesso livello di rigore giuridico, non sostituisce la redazione tecnica e non sottovaluta le capacità delle persone a cui il testo è destinato. L'organizzazione evidenzia inoltre un duplice beneficio per i parlamenti e suggerisce che il linguaggio chiaro possa essere affiancato al linguaggio inclusivo, rendendo i testi sia più comprensibili sia più rispettosi delle persone a cui si rivolgono. Fonte: ParlAmericas – Strumenti pratici

Nella pratica, questo significa intervenire contemporaneamente su tre livelli: le parole, evitando termini tecnici non necessari; la struttura, organizzando le informazioni in modo che i lettori possano trovare facilmente ciò di cui hanno bisogno; e la presentazione grafica, utilizzando formati adatti al messaggio, come le infografiche per spiegare i progetti di legge.

Paesi all'avanguardia e iniziative concrete

L'adozione del linguaggio chiaro è disomogenea nei 19 Paesi di lingua spagnola e alcuni, come l'Ecuador, non hanno ancora aderito pienamente al movimento. Diversi Paesi pionieri hanno tuttavia sviluppato iniziative e strumenti di riferimento documentati.

Cile. Il Cile è riconosciuto come uno dei Paesi pionieri, avendo avviato il proprio percorso nel 2005 con il documento El lenguaje como instrumento democratizador. Da allora, il lavoro istituzionale si è esteso a diversi ambiti del governo.

  • Il Senato. Nel settembre 2025, il Senato ha presentato la propria Guida al linguaggio chiaro in ambito legislativo, preparata dall'ufficio responsabile della redazione delle sedute. Il Segretario generale ha spiegato che questo impegno è incluso nel Piano Strategico Istituzionale 2024-2028 e che il Senato ha aderito a due reti: la Red de Lenguaje Claro Chile e la Red Panhispánica de Lenguaje Claro y Accesible. Il direttore della Real Academia Española ha inviato una lettera di apprezzamento, riconoscendo nella guida uno strumento per rafforzare il diritto a comprendere. Il responsabile della redazione delle sedute ha descritto una duplice sfida: introdurre il linguaggio chiaro sia nel lavoro quotidiano dell'istituzione sia nell'ambito legislativo. Fonte: Senato del Cile
  • La struttura della guida. La guida ha un'impostazione pratica. Offre raccomandazioni per la scrittura, una checklist per verificare l'utilizzo del linguaggio chiaro e un elenco di cento termini che possono creare dubbi nella redazione legislativa. Affronta inoltre il rapporto tra linguaggio chiaro e interpretazione delle norme. Consulta la guida
  • Il sistema giudiziario. La Commissione per il Linguaggio Chiaro del potere giudiziario, istituita nel 2015, ha partecipato a diverse iniziative, tra cui un concorso nazionale dedicato alle sentenze redatte con un linguaggio chiaro e comprensibile. Fonte: Poder Judicial

Argentina. L'Argentina ha introdotto l'iniziativa Ley Simple per migliorare la capacità dei cittadini di accedere alle leggi e comprenderle. Anche le amministrazioni locali hanno avviato percorsi significativi. A Buenos Aires, nel 2019, i tre poteri del governo cittadino hanno firmato un accordo quadro per creare la Rete del Linguaggio Chiaro della città.

La città ha inoltre esplorato possibilità di automazione, tra cui un sistema di intelligenza artificiale chiamato Prometea, utilizzato per la redazione di contratti relativi a servizi e lavori pubblici. A livello provinciale, nel luglio 2026, la Corte Superiore del Chaco ha approvato una guida di cinquanta pagine per la redazione di documenti in linguaggio chiaro, destinata a essere applicata in tutto il sistema giudiziario provinciale. La guida comprende esempi pratici che mostrano i testi prima e dopo la semplificazione, tra cui una lettera ufficiale riscritta e un modello di convocazione a un'udienza. Fonte: Governo di Buenos Aires

Uruguay. L'Uruguay ha sviluppato La ley en tu lenguaje come strumento di educazione politica.

Messico. Il Messico ha utilizzato l'iniziativa Lenguaje Ciudadano per semplificare le decisioni giudiziarie.

Colombia. La Colombia continua a sviluppare il proprio percorso attraverso la Red de Lenguaje Claro Colombia. La sua guida per i testi legislativi è diventata un riferimento regionale: ParlAmericas ha elaborato le proprie raccomandazioni parlamentari partendo dalla guida del Congresso colombiano, insieme alle indicazioni di PLAIN e ai manuali di Ecuador e Cile. Questo dimostra anche che l'Ecuador, precedentemente indicato come un Paese non ancora pienamente parte del movimento, ha comunque prodotto un proprio manuale. Fonte: ParlAmericas

Paraguay. La Ley de Lenguas è stata approvata nel 2010 e disciplina i diritti linguistici stabiliti dalla Costituzione del 1992.

Le reti come struttura portante del movimento

Dall'analisi di queste esperienze emerge un elemento comune: i progressi più duraturi derivano dalle reti di collaborazione, piuttosto che da progetti isolati. Il Senato cileno appartiene sia a una rete nazionale sia a una rete panispanica. Buenos Aires ha creato una rete cittadina che riunisce tutti e tre i poteri dello Stato. La Colombia opera attraverso una propria rete, mentre il settore editoriale argentino si appoggia alla Red de Lectura Fácil.

Le reti sono importanti perché permettono alle istituzioni di condividere guide, percorsi formativi ed esempi pratici, rendendo il linguaggio chiaro meno dipendente dalle singole amministrazioni. Questo aspetto è particolarmente rilevante in una regione in cui, come vedremo, le iniziative spesso si interrompono in seguito ai cambiamenti di governo.

Il passaggio alla letteratura e alla cultura

Sebbene l'attenzione sia spesso rivolta all'accessibilità del linguaggio giuridico, il movimento si sta espandendo anche nel settore editoriale attraverso iniziative in Argentina e Spagna. Queste comprendono opere originali, raccolte di classici della letteratura e riscritture complete di grandi capolavori. Molte di queste iniziative si basano sulla Lectura Fácil (lettura facilitata), un approccio collegato al linguaggio chiaro ma distinto, rivolto alle persone con difficoltà di lettura.

  • Classici adattati. Alcune associazioni collaborano con le case editrici per adattare opere iconiche. L'iniziativa spagnola Plena Inclusión (finanziata dal governo spagnolo e dalla Fundación ONCE) propone una versione del Don Quijote de la Mancha di Miguel de Cervantes. In Argentina, la casa editrice Lengua Franca, parte della Red de Lectura Fácil, ha pubblicato la Colección cinco libros en lectura fácil, che raccoglie opere di grandi autori dedicate a temi come il mistero, il viaggio e l'amore.
  • Opere originali. Un numero crescente di libri viene scritto direttamente in questo formato. Tra gli esempi figurano Vidas de Mujeres Inspiradoras e Panambí y otros cuentos con historia di Agustina Caride, che esplora momenti significativi della storia argentina. Anche la Fundación Visibilia, in Argentina, pubblica opere narrative, tra cui Il fantasma di Canterville di Oscar Wilde e racconti dello scrittore uruguaiano Horacio Quiroga (Cuentos de la selva).
  • Utilità pubblica e accesso digitale. Grande attenzione viene riservata anche ai testi di utilità pubblica, come le leggi sulla violenza contro le donne. Biblioteche digitali come quella di Plena Inclusión mettono a disposizione oltre 900 pubblicazioni, tra cui guide e manuali, scaricabili gratuitamente.

Perché parlare di letteratura in un percorso che parte dalla legislazione? Perché entrambe si basano sullo stesso principio: la possibilità di leggere e comprendere è una condizione fondamentale per partecipare alla vita sociale. Un cittadino che può leggere un romanzo in formato accessibile e uno che può comprendere una legge ricevono la stessa opportunità: partecipare su un piano di parità.

Le sfide e le prospettive future

Nonostante questi progressi, l'applicazione del linguaggio chiaro rimane disomogenea e si possono individuare tre sfide principali.

  1. Instabilità politica. I progressi raggiunti sono spesso vulnerabili ai cambiamenti di governo. In Messico, per esempio, molte iniziative sono cadute nell'oblio dopo un cambio di amministrazione.
  2. Assenza di uno standard regionale. Non esiste una regolamentazione uniforme tra i Paesi dell'America Latina paragonabile a quella presente in Europa. Di conseguenza, ogni Paese, e talvolta ogni provincia o città, sviluppa le proprie linee guida.
  3. Adozione disomogenea. Alcuni Paesi dispongono di un sistema articolato di guide, reti e percorsi formativi, mentre altri hanno appena iniziato a muovere i primi passi.

Esistono tuttavia segnali che indicano come questi ostacoli possano essere superati. Inserire il linguaggio chiaro nei piani strategici, come ha fatto il Senato cileno, rende più difficile abbandonare questo impegno dopo un cambio di leadership. Le guide pratiche con esempi concreti di testi prima e dopo la semplificazione, come quella del Chaco, facilitano il lavoro di chi deve applicare quotidianamente questi principi. Le reti panispaniche, inoltre, offrono un percorso verso standard condivisi senza richiedere necessariamente un'unica legge regionale.

Conclusioni

Il linguaggio chiaro in America Latina deve essere considerato soprattutto come un progetto democratico che utilizza la scrittura come strumento, e non come una semplice tendenza stilistica. Dalle esperienze analizzate emergono cinque conclusioni principali.

  1. È una questione di diritti, non di stile. L'idea di un “diritto a comprendere” collega la scrittura chiara all'accesso alle informazioni, alla partecipazione e alla fiducia nelle istituzioni.
  2. Non compromette la precisione giuridica. Le linee guida parlamentari sottolineano esplicitamente che il linguaggio chiaro mantiene il rigore giuridico. A cambiare sono il modo in cui il testo viene organizzato e quello in cui i contenuti vengono espressi.
  3. Il movimento è istituzionale e opera a più livelli. Coinvolge parlamenti, tribunali, città e province, non soltanto i governi nazionali.
  4. Le reti e gli strumenti pratici favoriscono la continuità. Guide, checklist, formazione ed esempi di riscrittura trasformano un principio in una pratica quotidiana, mentre le reti aiutano a mantenerlo vivo anche durante i cambiamenti politici.
  5. La principale criticità è il coordinamento. In assenza di uno standard regionale, i progressi rimangono disomogenei. La strada più realistica consiste nello sviluppare riferimenti condivisi attraverso reti e cooperazione, piuttosto che imporli dall'alto.

Il linguaggio chiaro sta quindi diventando una componente sempre più stabile del contratto sociale della regione. L'obiettivo rimane quello di trasformare documenti opachi e difficili da comprendere in strumenti accessibili a tutti i cittadini.

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